Il punto vero del libro

Il titolo fa già il suo lavoro: mette a disagio. Perché siamo abituati a parlare di diritti dei bambini, di ascolto, di spazio emotivo. Tutto giusto. Ma i doveri? Lì si fa silenzio. Questo libro rompe quel silenzio senza fare la morale a nessuno, che è già un risultato notevole.

L'autore argomenta che crescere senza responsabilità non protegge i figli, li indebolisce. Non è una tesi nuova, ma qui viene sviluppata con esempi concreti, situazioni riconoscibili. Quello del bambino che non ringrazia mai, per esempio: ci sei passato almeno una volta, e all'improvviso capisci perché succede e cosa puoi fare.

A chi serve davvero

Onestamente, non è un libro per chi cerca conferme. Se vuoi qualcuno che ti dica che stai facendo tutto bene, questo non è il posto giusto. È per genitori disposti a mettersi in discussione, anche solo un poco.

Funziona bene anche come spunto di conversazione col partner quando ci si trova in disaccordo sull'educazione. Alcune pagine le ho rilette due volte, non perché fossero difficili, ma perché avevano qualcosa da masticare.

La riserva che ho: il tono a tratti diventa un po' predicatorio. Niente di insopportabile, ma ogni tanto si sente. È un difetto minore rispetto a quanto offre, però è onesto dirlo.

A 17 euro è un acquisto sensato. Non cambia la vita in una settimana, ma pianta qualche domanda utile.