Il problema che risolve (se lo risolve)

Le orchidee, quasi sempre Phalaenopsis in casa nostra, odiano i terricci compatti. Hanno radici che respirano, che cercano aria e drenano in fretta. Metterle nel classico terriccio universale è il modo più rapido per vederle morire in silenzio, radici marce e foglie gialle dopo due mesi.

Il Compo Sana per orchidee usa un mix a base di corteccia di pino, pomice e torba, grosso modo lo standard del settore. Niente di esoterico, ma funziona. Le radici stanno asciutte il giusto, l'acqua scola senza ristagni, e il vaso trasparente che molti abbinano ti permette di controllare a colpo d'occhio quando è il momento di irrigare.

A chi lo consiglio, a chi no

Onestamente, se hai una o due orchidee sul davanzale e non vuoi perdere tempo a mescolare substrati fai-da-te, questo è il prodotto giusto. Cinque litri bastano per rinvasare tre o quattro piante con comodo.

Se invece hai già esperienza e compri corteccia sfusa per personalizzare la granulometria, probabilmente non ti serve: puoi fare meglio spendendo meno. Ma per chi è alle prime armi, la comodità di trovarlo già pronto vale i 10 euro scarsi.

Una riserva la faccio sulla torba: alcune formule di questo tipo tendono a compattarsi dopo un anno abbondante, e a quel punto è ora di rinvasare comunque. Non è un difetto grave, è la natura del substrato organico. Tienilo a mente quando pianifichi.