Un romanzo che parte in sordina e non ti lascia più

Lo stile all'inizio ti disorienta un po'. Charlie Gordon scrive con errori grossolani, frasi spezzate, una sintassi che sembra quella di un bambino. È voluto, ovviamente, e appena lo capisci il libro cambia marcia. Segui l'evoluzione di un uomo con disabilità intellettiva che diventa, grazie a un esperimento, un genio. E poi guardi la traiettoria invertirsi.

Keyes ha scritto questo libro nel 1966 e funziona ancora perché non parla di intelligenza. Parla di cosa vuol dire essere visti, di solitudine, di come le persone ti trattano diversamente a seconda di quanto sei utile o brillante. Ci sono pagine che fanno male in modo preciso, senza melodramma.

A chi conviene, a chi no

Fidati: se cerchi una lettura leggera da spiaggia, questo non è il posto. Non è pesante nel senso accademico, ma ti lascia qualcosa da digerire. Lo consiglio a chi non ha paura di un finale che non consola, a chi vuole un personaggio che ricorda dopo mesi.

La mia riserva onesta? La parte centrale, quando Charlie è al picco della sua intelligenza, rallenta un po'. Qualche pagina di troppo sui suoi studi ossessivi. Ma è un difetto che quasi non si sente, perché la struttura regge comunque.

A 9,60 euro è uno di quei casi in cui il prezzo non è il punto. Il punto è che è un classico che merita stare sullo scaffale fisicamente, non solo nella lista dei "da leggere" su Goodreads.