Di cosa parla davvero
Il titolo è esplicito, forse anche un po' muscolare. «La resa dei conti» promette un'inchiesta sull'Italia che conosciamo tutti vagamente, quella dei potenti che si coprono e degli onesti che ci rimettono. La domanda è se mantiene la promessa o se è solo un titolo che vende.
Onestamente, il libro tiene. Non è saggistica accademica con cento note a piè di pagina, e non è nemmeno un pamphlet urlato. Sta in mezzo: inchiesta con una struttura narrativa che si legge come un romanzo. Ci sono nomi, situazioni, meccanismi spiegati in modo che chiunque capisce. Fidati, non serve essere un addetto ai lavori per seguire il filo.
A chi conviene, a chi no
Se cerchi un libro che ti confermi che va tutto male e basta, non è questo. C'è una tensione tra la denuncia e una certa fiducia in chi resiste, in chi non si piega. Può sembrare ingenuo, ma personalmente l'ho trovato il dettaglio più interessante: non è solo sfogo, c'è una tesi.
Se invece vuoi qualcosa di secco, veloce, senza interpretazioni, guarda altrove. Questo ha un punto di vista dichiarato e non si scusa di averlo.
A 17 euro senza sconto attivo, non è un'occasione di prezzo. È semplicemente un libro che costa quello che costa. Lo compri se l'argomento ti interessa davvero, non perché è in offerta. Per chi segue le vicende italiane con attenzione critica, però, quei 17 euro li valgono.