Quello che fa bene, sul serio
Il Swiffer Duster ha una cosa che non si spiega bene a parole finché non lo usi: le fibre elettrostatiche tengono la polvere dentro, non la spostano in giro. Chiunque abbia spazzolato uno scaffale con un panno asciutto e visto la polvere volteggiare in aria per poi posarsi due minuti dopo capisce subito di cosa parlo. Qui succede il contrario. Passi, la polvere resta attaccata, fine.
Per superfici irregolari, statuette, cornici, bocchette del riscaldamento, funziona meglio di quasi tutto quello che ho provato. E il profumo fresh non è aggressivo, il che è già un merito.
Il pack da 54: comodo, ma occhio al prezzo
Quarantuno euro e novanta per 54 ricariche. Senza sconto attivo al momento, a essere sinceri. Viene circa 77 centesimi a panno, che non è pochissimo se consideri che ogni ricarica dura una o due sessioni al massimo prima di essere satura.
Per chi pulisce spesso e ha una casa grande, il giga pack ammortizza il costo per panno rispetto alle confezioni piccole. Ma se usi il Duster una volta a settimana su tre stanze, potresti andare avanti mesi. In quel caso il formato ha senso.
A chi lo consiglio
A chi ha superfici difficili da spolverare, oggetti piccoli, mobili con intagli. O a chi semplicemente detesta il momento in cui la polvere vola e si risposa dappertutto.
A chi spolvera due volte al mese un appartamento essenziale: qui forse basta una confezione più piccola. Fidati, il prodotto funziona, ma non serve prenderne 54 per scoprirlo.